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| La civiltà
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La gentilezza della gente del Chianti, è un altissimo artigianato dell'anima.
Un modo affabile e accogliente ch'è un dato forse già rintracciabile nei cromosomi
di questi lontani pronipoti della gente di Etruria ma è anche una conquista, raggiunta
attraverso secoli di rinunce e privazioni. Il chiantigiano, insomma, conosce la
sobrietà e la misura e sa trarre da ciò che ha il massimo risultato. |

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Rappresentante di questo rispettoso e orgoglioso modo di essere è la signora
Bruna, che da sempre vive in una delle case di Borgo San Felice e che coltiva
ogni giorno il suo piccolo giardino, con l'applicazione e l'amore di chi sa di
avere il compito di partecipare a rendere sempre più bello un angolo del mondo
che non appartiene soltanto a se stesso. Questa forma mentis ha determinato nel
tempo e ancora oggi - e questa è una fortuna - i sapori e i "crismi" dei piatti
della cucina tipica. |
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Piatti che si possono gustare, rivisitati anche a San Felice. Noblesse oblige:
il vino rosso Docg Chianti Classico, e anche l'olio extravergine d'oliva, poi
il miele, il Vin Santo, il formaggio Pecorino, la carne squisita di Cinta Senese
o la Chianina. Ci sono altri tipi di prodotti che sono saliti con merito alla
ribalta nel Chianti: facile trovare laboratori dove si costruiscono oggetti in
ceramica, oppure di cotto senese.
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